La mia tardiva scoperta di scrittore in erba ( ovviamente non marijuana ) mi ha invogliato a mettere nero su bianco qualche considerazione su particolari momenti della mia vita non riconducibili ai fatti della politica o della culinaria. Ebbene queste pagine raccoglieranno alcuni pensieri sulla mia vita in modo particolare.

ACCENDI LE CASSE !!!

 

 

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INDICE.

MILANO A FERRAGOSTO

IL MIO CORPO -

LA GUERRA A FOGGIA -

IO E LA MORTE

LA DEPRESSIONE

IL 22 SETTEMBRE E LE STELLE CADENTI

BUON COMPLEANNO

Revival di molestie e molestatori.

I BALCONI VECCHI E NUOVI

MALINCONICO AUTUNNO

VIALE D'AUTUNNO

UNA  VECCHIA POESIA CHE NON PENSAVO FOSSE MIA

VIENIMI INCONTRO

DEPRESSIONE O CONSAPEVOLEZZA?

TRANSGENDER??? ( DEFINIZIONE )

IL MIO 5 MAGGIO

I VECCHI

 

 

 

 

 

 

 

 

MILANO A FERRAGOSTO

 

 

 

Come è bella Milano a Ferragosto! Poco traffico, la strada sotto casa è quasi libera del tutto e tu puoi posteggiare scegliendo addirittura dove farlo. Puoi anche attraversare – a piedi – col rosso tanto da lontano non si vede arrivare nessuno. Una solitaria macchina sbuca dalla parte che non aspettavi ed il pilota scontroso riafferma il suo potere passandoti accanto strombazzando oltre ogni immaginazione. I negozi da nord a sud da est ad ovest sono tutti chiusi, alcuni recano la scritta: chiuso per ferie sino a…..Buone vacanze! Altri un semplice “ riapriamo a settembre “. Solo qualche negozio di artigiano cinese è aperto, del resto i cinesi lavorano sempre e non muoiono mai, almeno da noi ! Mi ha colpito un negozio cinese (eccezione che conferma la regola ) che aveva sulla saracinesca un piccolo avviso: “ per la vacanza siamo chiusi dal 14 agosto, martedì, fino al 23 agosto, giovedì. Chiediamo perdono a causa della vacanza “” !!!!!Sono aperte le chiese e le banche. Non chiudono mai e meno male! I supermercati offrono un delizioso clima condizionato, una varietà di prodotti da scegliere ed acquistare senza essere spintonati e senza ostacoli lungo il percorso. Insomma credo che in agosto gli “ stanziali “ hanno a disposizione tutta la città così poco frequentata che pare rappresenti il loro indiscusso reame !Qui a Milano non piove da tanto tempo, ma solo a Milano. Nelle vicinanze è venuto giù di tutto. A Mapensa gli aerei non hanno potuto decollare se non dopo un’ora a causa del vento impetuoso, pioggia battente e qualche chicco di grandine. Sul balcone di casa osservavo le nuvole scure e mi chiedevo: perché da queste parti solo un modesto venticello? Ovviamente non chiedevo la grandine soltanto qualche goccia di pioggia come quella che bagna la capitale! Pazienza non si può avere tutto dalla vita !

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MIO CORPO

 

Durante il riposino pomeridiano ho pensato al mio corpo inteso - come tutti i corpi dei miei simili - come la macchina perfetta per antonomasia. Nessuna altra macchina al mondo potrebbe funzionare fino a 100 anni ed a volte anche più a lungo. Ovviamente necessita di qualche manutenzione in casa, oppure, nei casi più delicati, in una delle attrezzate officine...ospedaliere della nostra penisola!Nella sala comando vi sono tre sezioni: il cervelletto che mantiene la nostra forma fisica e ci dà l’opportunità di imparare in modo rapido nuovi movimenti; Il pons è come il sistema di allarme dell’edificio; ed infine midollo allungato, che regola le funzioni vitali come l’apparato cardiovascolare, il sistema respiratorio, la pressione sanguigna e la digestione. Senza il midollo allungato, l’edificio non sopravvivrebbe

.Ammazza quante cose che so! ( le ho copiate ) !

Vi è poi la sala macchine rappresentata dal motore, il cuore. Pensate che ad uno della mia età - quasi 82 anni - ha pulsato per un numero di volte difficilmente pronunciabile. Ben 3.103.142.400 volte senza contare le accelerazioni dovute a stati di ansia o di paura!

I pistoni nel motore di una macchina si arrenderebbero molto presto.

Non parliamo poi della " metropolitana ", la rete della circolazione arteriosa e venosa, sempre fluida e al sicuro da buchi nelle pareti ( almeno fino ad ora )

Vi è poi da considerare la ventilazione ed il procacciamento del nutrimento grazie all'ossigeno.

Vi sono poi i filtri quali il fegato ed i reni.

Insomma una macchina perfetta. Vi sono ovviamente delle eccezioni ma i grandi numeri parlano di una macchina lodevole regalataci da Domnine Iddio grazie alle attività di mamma e papà!!!

Dimenticavo l'apparato uro genitale, dimenticanza voluta perchè sia il primo che il secondo sono in avaria e da un bel pezzo. Ricordo la prima visita per verificare l'ipertrofia prostatica benigna ( per gli amici IPB ) quando andai a visita presso il Centro Diagnostico Italiano qui a Milano. Ero in sala di attesa guardandomi attorno leggermente preoccupato dal momento che dovevo sottopormi ad una ecografia transrettale. Si apre la porta dell'ambulatorio ed il medico grida: signor Fujani avendo in mano uno strumento che mi pareva una mazza da golf. Senza mezzi termini il medico mi dice: lei sa già di cosa si tratta? Avrei voluto fuggire ma ne sarebbe andata di mezzo la mia reputazione. Per tranquillizzarmi ho pensato che il medico giocasse a golf nel suo studio in attesa dei pazienti. E la pallina ? poi ho capito che la pallina l'avevo in corpo io ed alla quale si accedeva attraverso la buca n. 1 !!!!!

Da allora io e la pallina conviviamo discretamente anche se diventa sempre più " pallone ". Pazienza!

Dell'altro apparato genitale è meglio non parlarne. Ho perso da tempo le istruzioni di servizio e forse i pensieri che mi attanagliano da tanto tempo e per diversi motivi hanno influito negativamente sulla sezione della sala comando denominata " midollo allungato " Direi quasi una beffa.....allungato! Solo lui ! Pazienza!

Vi sono altre piccole sezioni della macchina, sono importantissime, ma lunghe nel descriverle. Sappiamo che esistono e tanto basta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA GUERRA A FOGGIA

 

Un mio commento inviato tanti anni fa al mio amico Alberto Mangano innamorato di Foggia e di tutto ciò che la riguarda, dalla vita comune, dalle tradizioni e dallo sport. ( http:www.manganofoggia.it )

I ricordi di un bambino

Ricevo e pubblico volentieri una preziosa testimonianza del mio caro amico Raffaele Fujani, foggiano ormai “esule” da anni a Milano:

Caro Alberto,

 

l’ultimo aggiornamento sui terribili bombardamenti “liberatori” del ’43 mi hanno fatto fare un salto nel passato.

Avevo quasi sei anni allorquando cominciai ad assistere a quella rappresentazione di morte e ricordo moltissime cose.

Abitavo in via Francesco Crispi al 112 e mi trovavo sul balcone prospiciente via Capozzi, di fronte alla chiesa di San Michele ed il mio sguardo si perdeva lontano, tra i campi coltivati che si trovavano alle spalle della chiesa, quando sentii un sordo boato e vidi apparire all’orizzonte un fungo nero laddove, poi mi dissero, c’era il campo di aviazione Gino Lisa. Fui scosso da questo episodio e chiesi a mio padre cosa fosse accaduto. La risposta fu “ è la guerra “!

Il giorno dopo sentii del trambusto in via Capozzi, mi affacciai al balcone e vidi transitare a bassissima velocità un camion, privato delle sponde laterali sul cui pianale vi era una bara avvolta dal tricolore sabaudo ed un uomo seduto di spalle alla cabina di guida si sbracciava e gridava il suo dolore. Bandiera, bara, dolore, caldo e sudore saranno i temi ricorrenti per quella terribile estate foggiana.

Nei pressi di via La Fede – via Risorgimento era stato costruito un ricovero ( parola impropria per indicare solo un paraschegge ) che era rappresentato da un lungo e profondo fossato a forma di esse, ricoperto da  un muretto di mattoni che terminava ad arco. Nella mente dell’architetto le schegge che avessero colpito il rifugio sarebbero state sparate lontano per via della curva del tetto. E se cadevano le bombe? Pazienza, la cosa non era prevista!!

Quando suonava l’allarme, sempre all’ora di pranzo, si toglievano i tegami dal fuoco di carbone, si prendeva una bottiglia di acqua ed una pagnotta di pane e si correva al ricovero lasciandoci inghiottire dalla sua buca alquanto profonda. Qualche volta si riemergeva al suono del cessato allarme e qualche altra volta si restava li sotto in attesa della bomba.

Il ricovero era a forma di “esse” e al centro della parte superiore cadde una bomba facendo 19 morti, mentre io e la mia famiglia che eravamo nella parte inferiore del ricovero fummo risparmiati per pochi metri dal momento che un’altra bomba, cadendo così vicina all’entrata del ricovero, fece un cratere profondissimo il cui confine era appunto l’entrata del ricovero stesso. Ricordo che uscimmo a stento correndo il rischio di cadervi dentro.

Ricordo anche un bombardamento notturno. La mia famiglia era nel ricovero e la gente continuava ad entrare. Quando si apriva la porta si vedeva della luce e mio padre gridava di spegnere le lampadine che pensava fossero nelle mani delle persone giusto per non inciampare.

Non erano lampadine, ma bengala dei bombardieri che avevano illuminato a giorno la città per meglio colpirla.

La nostra parte del rifugio era sotto la protezione della Madonna dei Sette Veli e mio nonno vi portò un quadro che bene in vista dava conforto e coraggio a tutti noi. Si pregava sempre e si cantava il Salve Regina. Nei momenti di silenzio ricordo che io stesso intonavo questo canto e nonostante fosse il canto di un bimbo di sei anni, tutti i “ ricoverati “ riprendevano a cantare forse per farsi coraggio.

Foggia era ridotta ad un ammasso di macerie, la stesso palazzo in cui abitavo venne abbattuto per metà risparmiando la mia abitazione.Non appena i “liberatori” ci liberarono, terminando la mattanza, a casa nostra si presentò l’interprete che ci disse che avevamo due ore di tempo per abbandonare la casa che serviva ai militari. Alle nostre rimostranze ci fece capire che non c’era niente da fare. La stessa scena si ripeté per altre tre volte ed alla fine andammo ad abitare in via Capozzi 54 con altre tre famiglie ovviamente nella stessa abitazione. Vi erano quattro stanze ,una cucina ed un bagno. Ogni stanza una famiglia di quattro persone e nella piccola stanza che era rimasta vuota, per modo di dire, vennero accatastate tutte le suppellettili delle tre famiglie.

Un bel giorno arrivò il famigerato interprete che ci disse che se non fossimo stati generosi ad ospitare due ufficiali dell’aviazione americana avremmo dovuto abbandonare anche questa casa.

Sgomberammo alla ben meglio la stanzetta, approntammo due lettini e consegnammo il tutto a Max e John ( sì, si chiamavano proprio così ).

Due persone perbene, ci portavano regalini e vettovaglie dal loro accampamento e ci dissero che erano piloti dei bombardieri e che avevano ricevuto l’ordine di effettuare tante ondate di bombardamenti pari al numero della data del giorno. Dopo averne fatte alcune, vedendo la distruzione procurata, delle 19 ondate, sedici le buttarono a mare nel golfo di Manfredonia. Non si sentirono di maramaldeggiare!Una volta però Max venne portato a braccia a notte inoltrata perché ubriaco fradicio e gli assistenti lo deposero sul suo letto e se ne andarono. John già dormiva, ma dopo un’oretta dalla stanzetta si senti gridare, conati di vomito e richiesta di aiuto da parte di John. Ci alzammo, mia madre aprì la porta della cameretta e vide un lago di vino e Max che nuotava all’interno. Mia madre pensò che fosse arrivato il momento della vendetta, quello del riscatto delle popolazioni distrutte e non ci pensò più due volte. Andò in cucina, prese il bastone col quale lavava per terra ed attinse Max con una gragnola di colpi inferti con la forza dell’angelo vendicatore. Con le altre donne ripulì la stanza e con l’aiuto degli uomini John raggiunse il suo giaciglio.Al mattino seguente il malcapitato non si capacitò delle numerose ammaccature ed attribuendole alla notte brava chiese umilmente scusa e tornò al suo accampamento.

Finita la guerra tutti noi ringraziammo Iddio per la salvezza e cantando e salmodiando prendemmo parte a tutte le innumerevoli processioni che ogni parrocchia organizzava, Altri tempi ! Un abbraccio. Lello

FOGGIA SOTTO I BOMBARDAMENTI E DOPO DIVERSO TEMPO A GUERRA FINITA! 

http://www.fujani.com/foggia%20prima%20e%20dopo.mp4

 

 

 

 

 

 

 

IO E LA MORTE

 

Dal “ Cantico delle creature “ di San Francesco:

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra morte corporale, da la quale nullu homo vivente pò skappare:

 Parte del monologo di Amleto di Shakespeare : “””Essere, o non essere, questo è il dilemma: se sia più nobile nella mente soffrire i colpi di fionda e i dardi dell’oltraggiosa fortuna o prendere le armi contro un mare di affanni e, contrastandoli, porre loro fine? Morire, dormire… nient’altro, e con un sonno dire che poniamo fine al dolore del cuore e ai mille tumulti naturali di cui è erede la carne: è una conclusione da desiderarsi devotamente. Morire, dormire. Dormire, forse sognare. Sì, qui è l’ostacolo, perché in quel sonno di morte quali sogni possano venire dopo che ci siamo cavati di dosso questo groviglio mortale deve farci riflettere. È questo lo scrupolo che dà alla sventura una vita così lunga. Perché chi sopporterebbe le frustate e gli scherni del tempo, il torto dell’oppressore, la contumelia dell’uomo superbo, gli spasimi dell’amore disprezzato, il ritardo della legge, l’insolenza delle cariche ufficiali, e il disprezzo che il merito paziente riceve dagli indegni, quando egli stesso potrebbe darsi quietanza con un semplice stiletto?””””

Molti di noi fuggono e si vogliono nascondere alla morte convinti di non essere mai trovati. Illusione estrema!

La signora di nero vestita e con la falce in pugno ci scoverà e ci consegnerà al mondo dei più dal quale nessun mortale è mai tornato.

Allora? Se non puoi sconfiggere il nemico devi allearti. Ebbene carissima signora io sono pronto, ti aspetto da diverso tempo, non mi fai paura. Quando arriverai ti prego solo di espletare in fretta le tue procedure; se lo farai ti ringrazierò …per l’eternità!

Ti consegnerò il mio corpo, giammai la mia anima! Confidando nella suprema Misericordia rivedrò i miei cari conosciuti in vita e quelli che ci hanno preceduto e dai quali indirettamente discendiamo. Nella immensa, imperitura  e luminosa pace godremo della presenza di Dio e questo sarà il nostro paradiso.

Come faccio ad odiarti carissima sora nostra morte corporale se grazie alla tua…visita mi immergerò nella suprema pace ?

Allora ti aspetto, ma fai con calma, molta calma tanto non c’è fretta abbiamo tutta l’eternità dinanzi a noi!

 

 

 

LA DEPRESSIONE

 

La depressione! Cos’è la depressione? Star bene in salute, essere contento della propria vita in famiglia e fuori, avere una vita di relazioni sociali, forse un inaspettato amore senile e pensare solo al peggio ed alla totale inutilità della sopravvivenza. Ecco la depressione! Se affiora la stanchezza pesante come un macigno, se in famiglia non ci si intende come  ci si dovrebbe, se gli amici se ne vanno o  sono  già andati via, se non si sa a chi manifestare un atavico sentimento, tutto questo non porta alla depressione ,ma ad una presa d’atto della situazione generale assolutamente invivibile, specie se tutto ciò dura da quasi un decennio. A volte il poter fare e non farlo è come averlo fatto, sapere invece che nulla può esser fatto è consegnarsi alla prigionia del corpo e dell’anima!

Probabilmente la dicotomia tra l’età cerebrale e quella anagrafica si va annullando ed i 28 anni del cervello attivo cominciano a soccombere al cospetto degli 82 reali.

Ho cercato e rivisto alcune foto della mia infanzia – Prima Comunione -,

( CON GLI ABITI RICAVATI DA QUELLI USATI DAI MIEI CUGINI DI BOLOGNA )

 

 di quando a Foggia mi divertivo giocando al pallone nello storico ed amato stadio comunale Pino Zaccheria

 

 

o quando mi divertivo con la squadra di calcio del Banco di Napoli a Milano.

 

 

 

Che differenza! Lo so, è perfettamente normale che tutto cambia specialmente nel corpo, ma costatarlo è rattristante! Ora mi chiedono come mi sento ed io rispondo, bene, come la terra che “schiaccia ai poli e rigonfia all’equatore”!!

Sì, sono stato felice anche io sia pure ad intermittenza, del resto non avevo comperato un biglietto valido eternamente!! A Francavilla al mare sulla spiaggia davanti alla mia casa, in compagnia di moglie e figlie belle e felici, come del resto anche io...beato tra le donne!!!!!

 

Fino al 10 giugno di quest’anno mi vedevo pimpante ( nei limiti consentiti ) nel progettare un viaggetto in compagnia ricordando quei due o tre fatti in circa tre anni, mentre ora mi vedo sprofondato in poltrona sonnecchiante davanti al deludente televisore con un sigaro tra le labbra ed un bicchiere di wisky catturato con  tremante mano!

Sono depresso? Non lo so o non lo credo!

La malattia di mia moglie e la continua ininterrotta assistenza purtroppo diretta verso un’ammalata non collaborativa e per giunta incapace di dire a chi l’aiuta un semplice  e sussurrato “ grazie “ mi ha sfiancato. Ho detto in altre occasioni di sentirmi come il capitano di una nave che non può abbandonare la plancia di comando per un senso di innata responsabilità, ma qualche volta la nave diventa ingovernabile tanto da farne desiderare o provocare l’affondamento. Questa è la teoria, ma la pratica prende il sopravvento e la navigazione continua sperando nella bonaccia.

Le mie figlie mi suggeriscono di ricorrere alla dottoressa di base per la prescrizione di alcuni farmaci, cosa che ho già fatto in passato senza alcun beneficio, mi suggeriscono altresì di allontanarmi per almeno una settimana per raggiungere la mia casa al mare o quella al lago, ma non me la sento. Al mare affogherei nei ricordi, mi tufferei negli acquisti di indimenticate cibarie, mi sentirei abbracciato dagli amici che mi coinvolgerebbero in piacevolissime attività, ma estremamente stancanti per come mi sento. In montagna mi sentirei molto meglio di come potrei sentirmi al mare. Pochi amici, in realtà quasi nessuno e tanta possibilità di sprofondarmi in un sonno rigenerante. Dovrei farmi forza e decidere di assecondare i consigli delle figlie. Non lo so, ma ci proverò!

Depressione ? assolutamente NO, solo stanchezza estrema e consapevolezza  di essere stato condannato ad una condanna “ fine pena mai “!

Una magra consolazione è che né mia moglie e nemmeno io siamo flagellati da dolori fisici ed è già tanto !

Quando la mia nave intravedeva il  porto accogliente e sicuro è arrivata la burrasca spingendola lontana tra i flutti perigliosi!

Penso allora alla “ partenza “ ed a tutte le imprese riuscite,  e ce ne sono state tante, specialmente nel lavoro , e bramo la citata poltrona, il sigaro ed il wisky!

Arriverà, basta avere pazienza !

 

 

 

 IL 22 SETTEMBRE E LE STELLE CADENTI

 

Il dieci di giugno del 2018 è terminata la lettura di un romanzo molto bello. La lettura è stata avvincente ed ha toccato tutte le corde dei più dolci e delicati sentimenti. Quando il passato cede il posto al presente e poi al domani mi viene in mente una frase francese: "Tout casse, tout passe, tout lasse, il n'est rien, et tout se remplace". "Tutto si rompe, tutto passa, tutto si lascia. Non è niente, e tutto si rimpiazza". Un pò di cinismo non fa male, anzi aiuta ad andare avanti.  Ora nessun progetto,( meglio, non ci si deve impegnare ad una realizzazione ) nessun particolare pensiero ( ce ne sono già tanti senza cercarne degli altri ) nessuno sguardo all’orizzonte, ma soltanto uno rivolto alla punta dei piedi giusto per non inciampare. Un calice di ottimo champagne è stato avidamente bevuto con grande meraviglia e soddisfazione. Ora c’è pace e si osserva il mondo con grande nonchalance. Tanto premesso il 22 settembre sarebbe stato un giorno magico i cui accadimenti avrebbero contrastato ogni tristezza, ma una stella è caduta anzitempo e non il dieci di agosto giorno di San Lorenzo allorquando le stelle dal cielo accarezzano la terra. A quella stella rivolgo il mio pensiero, la mia gratitudine e tutti gli auguri più belli. Ora però il libro è chiuso ed è riposto in bella vista sugli scaffali della memoria! Certo ogni tanto lo prendo in mano ed ogni tanto tolgo la polvere del tempo che cade su di lui come su tutte le cose!

Dopotutto, domani è un altro giorno! come disse Rossella O'Hara in Via col Vento !

 

Milano, 19 settembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

 

BUON COMPLEANNO

 

Guardo il foglio bianco e non appare nulla. Una volta apparivano immagini, frasi dolcissime e bene indirizzate e su tutto aleggiava un suono di musica melodiosa. E’ accaduto veramente? Non lo so, man mano che la clessidra lascia cadere la sabbia i ricordi si affievoliscono ma non scompaiano del tutto. Con la lente di ingrandimento del desiderio si ricostituiscono spandendo d’intorno un gradevolissimo profumo di….lavanda! A chi si riconosce formulo gli auguri sinceri di buon compleanno.

Milano,22 settembre 2018

 

 

 

 

 

 

 

Revival di molestie e molestatori.

 

 

Da qualche tempo alcuni personaggi leggermente sbiaditi scavano nei loro cassetti e trovano argomenti che portano alla luce, ovviamente senza che se ne ravveda la necessità. Molti commenti sono rivolti agli “ esploratori di cassetti “ per osannarne il coraggio dimostrato nel raccontare episodi che hanno creato loro problemi esistenziali, per mettere in guardia possibili vittime in modo che non capiti loro quello che hanno dovuto subire. Raccontare qualcosa nata e morta venti anni orsono mi pare fuori tempo massimo e forse anche inutile dal momento che molte persone, volenti o nolenti, saranno comunque oggetto di volgari bramosie. Inutile il distinguo tra l’aver cercato e l’essere stato “ trovato “.

Una considerazione però andrebbe fatta. Le volgari attenzioni rivolte ad una donna, maggiormente dolorose se associate ad un ricatto, sono sporche e inaccettabili sotto ogni punto di vista. Le attenzioni rivolte da una donna verso un giovanetto abile ed arruolato, a mio modestissimo avviso, non sono per nulla ascrivibili tra i reati più abietti ed infamanti. Reati certo, ma puniti con una infinità di attenuanti e la non menzione nel casellario giudiziario ( art.175c.p.) Se vogliamo proporre un sondaggio per domandare se esistono uomini disposti a farsi violentare da una donna ci sarebbe una percentuale elevatissima di….desiderosi !

Ieri a NON E’ L’ARENA Jimmy Bennett ha comunicato al mondo intero che era stato violentato da Asia Argento. La chiamavo mamma ha aggiunto ( che quadretto sentimentale ) proseguendo poi illustrando la scena: «Asia mi ha spinto sul letto e mi ha slacciato i pantaloni»

Lo sa il violentato che almeno un miliardo di persone avrebbero voluto essere al suo posto? Una sventura? NO! Una vera e propria gratuita fortuna !

Certe volte, come si diceva un tempo: arriva il pane a chi non ha denti ed i denti a chi non ha pane!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I BALCONI VECCHI E NUOVI

 

Il balcone! Ricordo che ero appena un giovincello e simpatizzante del Movimento Sociale Italiano forse perché era l’unico partito che allora, a torto o a ragione parlava di bandiera, di Patria e di onore. Quando veniva a Foggia Almirante radunava una folla immensa ed il palco  dell’oratore era enorme con una gigantesca fiamma tricolore. Un giorno il segretario della sezione MSI di Foggia mi chiese di tenere un comizio a Lesina, ridente località garganica. Io ho sempre accettato ogni sfida, non mi sono mai tirato indietro ed accettai. Partimmo in cinque o sei con una macchina sgangherata alla volta di Lesina. Non vidi alcun palco e chiesi al mio capo dove e quando dovessi parlare. La risposta fu: affacciato a quel balcone ! Vi era un microfono anni 40 in bella mostra. Ci avvicinammo al segretario MSI di Lesina per sentirci dire: “ dove sta l’oratore”? Mi indicarono! L’interlocutore mi guardò dall’alto in basso come dire: “ tutto qua “! Ebbene sì! Chiesi all’incredulo quali argomenti avrebbe voluto che trattassi. La risposta fu disarmante: nessun argomento nazionale che a lui ed ai suoi concittadini non interessava affatto; nessun argomento locale perché il solo argomento sempre trattato era l’acquisto di una draga per dragare appunto il fondo del lago e quando qualcuno cominciava a parlarne  si scatenava una lunga risata. Bene allora pensai di scappare e tornarmene a casa anche a piedi. Mentre facevo questi pensieri mi spinsero sulle scale per portarmi sul fatidico balcone. Salendo il segretario MSI di Lesina mi disse: “e poi non ci faccia caso, qui nessuno applaude”! La ciliegina sulla torta !

Sfido chiunque a dare inizio al discorso. Potevo raccontare la favola del lupo e l’agnello, ma non mi parve opportuno. Dissi qualche frase, breve succinta e compendiosa, invitando la popolazione in ascolto ( 25 persone ) a votare, a votare bene perché – concludendo  - così facendo sarete degne di “ Roma imperiale, di Roma fascista” !!!!  Saluto romano di prammatica ! A questo punto inavvertitamente avvicinai le labbra umide al microfono e parti una apprezzabile scarica elettrica che mi fece dare un grido amplificato. A questo punto “ uno della folla “ rispose con un applauso, non so perché. I miei amici sul balcone mi spinsero velocemente giù per le scale, infilandomi in macchina che sgommando parti alla volta di Foggia, giusto per evitare che la Digos mi arrestasse per apologia di fascismo !

Morale: i balconi sono da evitare. La storia del passato e quella recente lo confermano! Mi sono spiegato Luigino?

 

 

 

 

 

 

 

MALINCONICO  AUTUNNO

 

Le cronache di questi ultimi giorni ci raccontano di celebri personaggi che hanno lasciato questo mondo a 82, 84, 85 e 87 anni. Meno male che Charles Aznavour è spirato a 95 anni alzando la media di poco, ma pur sempre apprezzabile.

Ho 82 anni e tra qualche mese entrerò negli 83 guardandomi sempre intorno per scoprire confortanti ultra centenari pronti con le valige per tornarsene da dove sono arrivati.

Temo di non fare in tempo a contare i novelli viaggiatori perché potrei essere io stesso a salire su quel convoglio prima di loro!

Forse è l’autunno malinconico a favorire queste considerazioni. Autunno bellissimo per i colori degli alberi nelle foreste, colori delicatissimi a pastello, autunno comunque che ci annuncia che l’inverno meteorologico e della vita si avvicina inesorabilmente.

Per quel che mi riguarda devo dire che la valigia è quasi pronta e non me ne rammarico più di tanto del resto avrei dovuto andarmene nel 1943 sotto le bombe….amiche anglo-americane che distrussero la mia città radendola al suolo. Ora siamo nel 2018 e la strada percorsa è stata lunghissima.

Si vive se si ha interesse a vivere, ma quando questo viene meno allora si inizia il countdown e senza opporsi più di tanto ci si deve lasciar andare ( anche perché sarebbe inutile  opporre ogni resistenza ).

Oggi,6 ottobre 2018, vi erano le prove del Gran Premio di formula uno dal Giappone e poi altre prove di qualifica per la moto GP, ebbene una volta non mi sarei persone neppure un solo istante di questi avvenimenti, mentre oggi non me ne  è importato nulla. Il solo superstite  interesse risiede nel Foggia, la squadra della mia città che mi inonda di ricordi bellissimi. Esaurito l’interesse per il Foggia scriverò una lettera di addio e serenamente salirò sul treno che si immetterà nel tunnel dell’eternità!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VIALE D'AUTUNNO

 

Una vecchia canzone italiana iniziava così: ” lungo un viale ingiallito di autunno” continuando: “ tristemente mi hai detto è finita “ ecc. ecc.

Ebbene ho sempre immaginato l’estinguersi placido della vita come un percorso lungo appunto un viale ingiallito, ma ancora illuminato dal sole pomeridiano. Mano nella mano con la compagna di una vita, molto, ma molto tumultuosa ed a volte avara di soddisfazioni coniugali. 58 anni ad oggi di vita matrimoniale non si possono dimenticare e come quando del defunto, nella maggior parte dei casi, non si ricordano che le cose belle, rimuovendo quelle meno belle, così della mia vita coniugale voglio – e spero di riuscirci – fare emergere solo i ricordi belli, di quando giovani e pieni di speranze con poco in tasca e molto in testa si cercava di imbastire sul telaio della vita l’ ordito e la trama degli eventi per fare apparire il quadro dell’esistenza.

Questo desiderio non si è avverato, percorro da solo il viale ingiallito d’autunno, il sole pomeridiano diventa sempre più quello del tramonto e non so come fare a tacitare il grido della tristezza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

AUTUNNO

 

IL VENTO DISPERDE E RACCOGLIE

LE CADUCHE ULTIME FOGLIE,

LA NEVE IMBIANCA LE CIME

SI CERCANO INVANO LE ANIME.

                                                                                                               

LONTANO, DI UN PIANO L’ACCORDO

RAVVIVA L’ANTICO RICORDO,

RITORNA ALLA MENTE IL TRASTULLO

DI UN SEMPLICE, GAIO FANCIULLO.

 

DI MAMMA LA DOLCE CAREZZA

SCENDEVA SULLA MIA GIOVINEZZA

E LA CLESSIDRA CEDEVA PIAN PIANO

LA SABBIA DI UN MARE LONTANO.

 

GIUNSE  POI IL TEMPO DI PARTIRE,

RACCOLSI LA VOGLIA E L’ARDIRE

ACCETTAI  LOTTE  E  BATTAGLIE

SCONFISSI VECCHIE CANAGLIE.

 

FU TENZONE SENZA FINE,

AFFRONTAI ORSI E FAINE

MA IL MORSO DEL FERRO NEMICO

MI VENNE PER MAN DI UN AMICO.

 

OR CHE TUTTO E’ CONCLUSO

NON SONO PER NULLA DELUSO,

HO SEGUITO IL MIO ISTINTO.

HO COMBATTUTO ED HO VINTO.

 

OR CHE L’AUTUNNO IL PASSO CEDE

AL FREDDO INVERNO SUO EREDE,

LA QUIETE  CHE TARDA A VENIRE

NON SPEGNE L’INDOMITO ARDIRE.

 

COSE FATTE E DA FARE,

VOLTI CARI DA AMARE,

VOLTI DA  DIMENTICARE,

IL DOMANI DA INVENTARE,

 

MI TROVANO FERMO AL TIMONE

PRONTO A  NOVELLA TENZONE

MA, AL CALAR DELLA SERA,

L’ANIMA SI LIBRA LEGGERA

 

ED UNA PREGHIERA SCIOGLIE

ALL’IDDIO CHE FORSE L’ACCOGLIE.

 

                                                                                    Raffaele Fujani

 

 

 

 

 

 

 

VIENIMI INCONTRO

 

Vienimi incontro, sì vienimi incontro ! Nel tunnel grigio della mia vita in fondo apparve un puntino luminoso che avvicinandosi diventava luminosissimo. Era la svolta? Manco per niente. Era una treno ad alta velocità che sfiorandomi mi schiacciava sulle pareti del tunnel senza farmi troppo male. Solo  spavento ! La vita continua e ti lascia ciò che nessuno potrà mai toglierti: i ricordi belli che si fermano proprio sul limitare del baratro. Rivivendo i dolci ricordi ancora mi chiedo se fossero stati  figli della realtà oppure di copioni da recitare. Non lo saprò mai tanto era intensa….la recitazione ! Forse realtà e copioni si intrecciarono in un favoloso connubio!

 

 

 

 

 

 

 

DEPRESSIONE O CONSAPEVOLEZZA?

 

 

Non so se sia depressione o consapevolezza del tempo che scorre inesorabilmente negandomi le ultime occasioni di serenità, stavo per dire felicità, ma credo sia una parola troppo grande ed irreale. Il tempo passa e dico: oggi faccio qualcosa, ieri l’ho fatta e forse domani la farò! In questo rosario circadiano la sola cosa che mi rattrista ed il risuonare di due parole pesanti come un macigno: troppo tardi, too late, ! Troppo tardi rappresenta la realtà mutilata, qualcosa che si vorrebbe fare ma…….è troppo tardi ! Forse accadrà come alla volpe che all’uva lontana ed inarrivabile dice o pensa: è acerba!!

Troppo tardi è la sala di aspetto dell’ultimo treno, troppo tardi è il consuntivo delle cose progettate e rimaste opache sul foglio bianco della vita!

Forse è anche colpa della stagione autunnale con la prossima festa dei defunti che mi rattrista e mi incupisce, certo è che avrei tante cose da dire a chi non vuol ascoltare. Ho deciso di chiudermi a riccio, di non pensare a nulla di non fare inutili progetti, di vivere navigando a vista, sperando di non andare a sbattere! Mia moglie è malata ed alcune figlie vorrebbero per lei una vita da sana, io sono relativamente sano e faccio una vita da malato. Avverto pochissima considerazione, anzi quasi nessuna. Per sopravvivere basta non pensare, non approfondire nulla tanto non serve a niente!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRANSGENDER ( DEFINIZIONE )

 

 

 

Trasgender??!! Un persona che ha un'identità di genere o un'espressione di genere diversa dal  sesso assegnato. Ok siamo d’accordo. Come si definirebbe invece chi ha un cervello di un ventenne in un corpo di un ottantenne, ovviamente senza che ci si imbatta in azioni o atteggiamenti sconsiderati, inopportuni e men che meno dannosi? Non lo so e nemmeno saprei attribuirne un nome. Io, purtroppo, mi riconosco in questa ultima categoria. Voglia di fare quello che facevo una volta. Chi non avrebbe questa voglia specialmente se le occasioni di un tempo fossero state foriere di grandi gioie o speranze. Quando ero quindicenne studiavo pianoforte con un maestro i cui eventi bellici avevano causato la paralisi della mano destra ragion per cui i brani che studiavo e che suonavo non potevano preventivamente essere ascoltati per una corretta interpretazione. Ad esempio suonavo “ La preghiera di una vergine “ di Tekla Bądarzewska-Baranowska ed alla fine del pezzo il maestro mi colpiva con la sua mano a martello dietro la nuca esclamando BRAVO! Sì ma per poco non mi ammazzava. Questo brano ed altri di mia invenzione, unici ed irripetibili, fecero breccia nell’animo di una ragazzina che poi divenne mia moglie che probabilmente mi credeva la reincarnazione di Chopin!!! Avevo anche una bella voce ed un altro maestro mi spinse a cantare in una rappresentazione pomeridiana una romanza del Rigoletto: “Pari siamo”, ero già nella locandina, ma l’acuto finale una volta partiva ed una volta pensava bene di restarsene in gola. Alla fine mi sottrassi alla possibile berlina e si annunciò che “ il baritono Raffaele Fujani non avrebbe cantato per via di una indisposizione!  Mio zio che frequentava come ospite importante il San Carlo di Napoli di portò dal maestro Selvaggi appunto del Teatro San Carlo per un’audizione. Il maestro dopo aver ascoltato il “ Pari siamo “ disse che non ero baritono, ma tenore e che era disposto a darmi lezioni. Dovevo trasferirmi a Napoli e né mio padre e né mio zio fecero qualcosa per i miei studi canori!

Ho voluto essere o sentirmi il primo della classe e devo riconoscere che nel settore professionale non fui secondo a nessuno. Il mio compito svolto in tre banche ha sempre raccolto elogi forse più lusinghieri di quanto in realtà non fossero logici; dico questo perché nella particolare tipologia della mia attività professionale una buona dose di fortuna era indispensabile per il raggiungimento degli obiettivi. Ecco perché le lodi non erano proprio meritate al 100%!!!

Forse non sono stato un buon padre o un ottimo marito, ma credo di aver fatto il meglio possibile considerando gli eventi che non sto ad illustrare!

Mi sono dedicato alla cucina con alterne fortune, tutto sommato, conosco poche persone dilettanti che hanno un sito web con un sezione dedicata alla cucina con ben 298 ricette personali o personalizzate e molte altre di diversi autori. Infine la roba che descrivo la mangio e sono il primo giudice di me stesso. Anzi sono un giudice severissimo !!

Ho voluto amare, riprovando le delizie di Cupido, ci avevo creduto, avevo sperato ,ma……..le polveri erano bagnate, forse fin troppo bagnate ed in questo….allagamento la pianta non crebbe anzi restò incollata alla terra! ( in tutti i sensi )!! Me ne son fatta una ragione! Se tornerò a nascere non aspetterò la terza età per assistere impotente alla…..pianta sdraiata, correrò subito lungo tutta la penisola sperando di trovare la felicità meta e traguardo di ogni mortale. Per adesso mi dedico alle ricette….sperando di non morirne avvelenato, o provocare la dissenteria a qualche……curioso!!!!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL MIO 5 MAGGIO

 

 

Ciao amica mia, so che dai un’occhiata al mio diario ( e sono contento per tutti coloro che lo fanno in modo che  avranno modo di conoscermi meglio ) ed avrai notato che i remi sono già stati tirati in barca. Ora prendo in giro qualche politico, fustigo qualche costume, scrivo ed assaggio qualche ricetta, ascolto un po’ di musica aspettando che venga sera per andare a dormire. Insomma sto con me stesso e non voglio pensare a nulla. Come dicevano i nostri progenitori: quod factum est ! Non vorrei essere commiserato per quello che ho fatto e che sto ancora facendo e non vorrei che si pensi che mi piaccia fare il “ prezioso “. Ho preso consapevolezza che l’oggi è difficile da vivere e fa da apripista al domani non certo migliore specialmente se penso a tutto quello che realisticamente mi attende. Se sopravvivo mi ritirerò a Francavilla in perfetta solitudine in compagnia di tanti ricordi molti belli e tanti dimenticati o da dimenticare. In riva al mare penserò al 5 maggio, non che mi voglia paragonare a Napoleone, ma è bello vedermi così:

 

Oh quante volte, al tacito

Morir d’un giorno inerte,

Chinati i rai fulminei,

Le braccia al sen conserte,

Stette, e dei dì che furono

L’assalse il sovvenir!

 

E per finire:

Iddio che atterra e suscita

Che affanna e che consola

Sulla deserta coltrice

Accanto a lui posò

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I VECCHI

 

 

 

I vecchi vogliono raccontare, vogliono parlare

E nessuno li ascolta!

I vecchi vogliono ricordare, ma la nebbia del tempo

Appanna i ricordi novelli fantasmi!

I vecchi vogliono fare, ma non sanno più come,

I vecchi vogliono fare, ma non possono più.

I vecchi possono sognare, ma i sogni svolazzano

Come rondini che non si fermano mai.

I vecchi vorrebbero leggere, ma gli occhi

Sono sempre più stanchi,

I vecchi vorrebbero ascoltare,

ma nessuno si ferma a parlare.

I vecchi vorrebbero abbracciare

Chi altrove vive lontano

Chi vicino non si accorge di loro.

I vecchi si consolano con la musica

Che li culla e dolcemente li addormenta!

Porca vacca mi accorgo di essere vecchio !!

 

 

PS. l'altro ieri ho scritto questi versi. Oggi 5 novembre dell'anno di grazia 2018 sono salito sull'autobus 98 che mi avrebbe portato a casa. Ebbene una signora gentilissima e di apparenti 60 anni, mi ha chiesto di sedermi al suo posto alzandosi e venendo incontro a me. Sono rimasto grato ed esterrefatto; gentilmente ho rifiutato ringraziandola numerose volte! Ho ripensato a questa poesia e mi son visto ancora più vecchio. Chiamiamole coincidenze!!.......Buonanotte !!!!

Ancora un PS. ieri 7 novembre anno Domini 2018 ho preso consapevolezza che per ben quattro volte consecutivamente. senza alcun intervallo, su due autobus che mi stavano portando da mia moglie in ospedale e da lì a casa, quattro donne - una addirittura extracomunitaria - si sono alzate per invitarmi a sedere. Non stavo barcollando ed i miei occhi erano aperti per cui non ho capito tutta questa....carineria. Tutto ciò, a mente fredda, mi preoccupa non poco ! Se ciò dovesse continuare vorrà dire che mi sposterò con la mia macchina!!!!!